Simona Sodini e il suo campionato all’insegna del gol …

//Simona Sodini e il suo campionato all’insegna del gol …

sodini 6Simona Sodini si può tranquillamente definire “un bomber di razza”: classe 1982, nata a Sassari, ha iniziato a giocare a calcio prestissimo.

A 5 anni segue la palla per le strade del quartiere della città natale, successivamente si “arruola” nella squadra maschile del Latte Dolce dove milita fino all età di 13 anni, per poi passare alla Torres Sassari. A questo punto giunge la chiamata dalla nazionale under 15: da quel momento in poi la calciatrice passa in rassegna tutte le nazionali under, fino ad arrivare all’esordio in maggiore appena compiuti 18 anni. Con la nazionale under 18 si piazza terza al campionato europeo in Svezia.

Di alto livello anche la trafila nei club: Torres, Attilio Nuoro, Milan (tricolore e super coppa a soli 16 anni), Oristano, Foroni Verona, Monti del Matese Bojano, Torino (8 stagioni di cui 4 da capitano) Riviera di Romagna, Inter, Luserna e, infine, il Cuneo. Una carriera che vanta 18 campionati in serie A, per un bottino di poco inferiore alle 200 reti. Con la maglia biancorossa, quest’anno, Simona Sodini ha lasciato il segno con 13 gol in 20 presenze.

Una bella storia di calcio partita dalla Sardegna e vissuta in tanti angoli d’Italia.

Un’annata storica (prima presenza del Cuneo in serie A) ma anche difficoltosa: quali sono le tue impressioni a caldo adesso che è appena terminata la stagione?

Questo, per me, è stato il primo anno al Cuneo, una stagione molto difficoltosa essendo per questa società la prima nella massima serie, ma abbiamo cercato in tutte le maniere di combattere contro tutto e tutti pur di raggiungere l’unico obiettivo: non arrivare tra le ultime quattro. E ci siamo riuscite tutte e tutti insieme, questa rappresenta una grande soddisfazione, un traguardo rispettabile per una neopromossa. Dal punto di vista personale un’annata positiva: non hai tradito le attese, punto di riferimento dell’attacco, hai segnato il dovuto seppur qualche infortunio.

Ti ritieni soddifatta?

Sì, ho fatto 13 gol su 20 presenze, purtroppo ho dovuto combattere con uno strappo muscolare che mi ha tenuto ferma un mese e mezzo, avrei voluto fare di più sia per me che per la squadra, ma sono contenta così: per un attaccante ci sono sempre nuovi obiettivi e i gol non bastano mai. Tutto sommato, personalmente, dò un giudizio più che sufficiente a questa mia stagione sportiva.

Anche in virtù della tua esperienza passata, sempre ad alti livelli, cosa pensi che abbia influito maggiormente sulla mancata conquista dei punti necessari per la salvezza?

Abbiamo indubbiamente sofferto l’inesperienza generale, la mentalità che tante giocatrici si portavano dalla serie B; preciso che il livello dalla B alla A cambia totalmente e, come immaginabile, c’è voluto un po’ di tempo per tante giocatrici affinché si adattassero, ma pian piano ognuno ha trovato il suo modo di farlo.

Se ti fermi e guardi indietro al campionato appena concluso, hai qualche rammarico?

Credo che qualche punticino importante l’abbiamo perso per strada a causa di poca convinzione nei mezzi a disposizione, errore -appunto- dovuto alla poca esperienza . Ma ormai è andata, e si può solo guardare avanti.

Quale sarà per il Cuneo il gap più difficile da colmare rispetto alle prime della classe? Quello tecnico oppure quello mentale? (penso al black out con il Pordenone all’andata o ai frequenti cali di attenzione che spesso quest’anno sono costati cari)

L’aspetto mentale ha pesato molto: abbiamo avuto due cali importanti nel corso di questa stagione: uno all’inizio con un approccio al campionato di A non subito all’altezza, e il secondo in queste ultime gare dove abbiamo perso un po’ di astuzia, furbizia, e la tensione ha preso il sopravvento facendoci sbagliare in diverse occasioni.

Ne hai fatti tanti, ma qual è il gol più bello di questa stagione che ricordi con maggior piacere? Oppure quello più importante?

Personalmente mi è piaciuto molto il gol contro il Como all’andata, precisamente la terza rete: partendo dalla destra ho dribblato l’avversario e poi di sinistro ho calciato all’incrocio dei pali sul lato opposto; è un po una mia caratteristica il tiro dai 30 metri. Quando segno mi sento bene perché vuol dire che “ci sono”. Il gol più emozionante invece quello contro il Pordenone: l’ultima partita, un insieme di emozioni e tensione, non tanto bello il gol quanto il senso di liberazione dettato dall’importanza della gara. Abbiamo vinto 2 a 0 e non arrivando tra le ultime quattro possiamo sempre sperare nel ripescaggio. Perdendo questo non poteva succedere.

La città di Cuneo vicino al calcio femminile se lo sta domandando in continuazione, anche se la discrezione che ci contraddistingue, ce lo fa fare sottovoce: se ti puoi sbilanciare su questo tema, il futuro di Simona Sodini è ancora a Cuneo?

Il futuro di Simona Sodini si saprà a breve, vorrei prima valutare il prosieguo e capire cosa succederà, se potremo ancora far parte della serie A. Mi sono trovata molto bene con la città, la società e la squadra, elementi fondamentali per me, quindi c’è un legame forte… Per concludere affrontiamo un tema che va oltre i confini cuneesi: il calcio femminile ancora deve sgomitare, ma sta ricevendo a poco a poco sempre maggior attenzione e considerazione.

Per una persona che l’ha vissuto e lo vive ancora adesso, quali sono le prospettive? Stai vedendo un miglioramento o c’è ancora molto da fare?

Il calcio femminile purtroppo in Italia sgomiterà e dovrà ancora sgomitare fino a che non si prenderanno delle decisioni stabili e concrete; PROFESSIONISMO lo si può ottenere iniziando a fondere le società femminili con quelle maschili, io spero tanto lo si possa fare anche qui a Cuneo; è una città che vive tanto lo sport, e sarebbe una bella prospettiva futura poter unire le due società maschile e femminile per continuare a fare bene e migliorare questo punto debole che ancora i media trascurano.

Intervista tratta dal sito campioni.cn